Luoghi da Visitare 15 Aprile 2026 · 4 min di lettura

Il Giardino delle Sculture della Fondazione Peano dove arte e natura crescono insieme a Cuneo

Giulia Rossi
Giulia Rossi
Il Giardino delle Sculture della Fondazione Peano dove arte e natura crescono insieme a Cuneo

Nel paesaggio discreto di Cuneo esiste un luogo che sfugge alle definizioni immediate, sospeso tra spazio espositivo e giardino vivo, tra opera e crescita naturale. Il Giardino delle Sculture della Fondazione Peano non è semplicemente un parco d’arte contemporanea, ma un’esperienza che si sviluppa lentamente, nel tempo e nello spazio, dove la materia artistica e quella naturale si influenzano a vicenda.

Roberto Peano e l’idea di un’arte che abita il territorio

Alla base di questo progetto c’è la visione di Roberto Peano, antiquario e collezionista, che nel 1993 decide di fondare un’istituzione dedicata alla scultura contemporanea. La sua intuizione non è quella di creare un museo tradizionale, ma di ripensare il ruolo della scultura nello spazio urbano e naturale, restituendole una dimensione dinamica, aperta, in dialogo costante con l’ambiente.

Per Peano, la scultura non è un oggetto da isolare, ma un elemento capace di trasformare lo spazio, di suggerire nuovi percorsi, di modificare la percezione stessa del paesaggio. Da qui nasce l’idea di un giardino come luogo centrale: non un contenitore, ma un sistema vivo.

Un giardino che cresce insieme alle opere

Situato lungo Corso Francia, il giardino prende forma su un terreno che un tempo apparteneva al vivaio botanico della famiglia Peano. Questa origine non è un dettaglio secondario, ma il fondamento dell’intero progetto.

Qui la natura non è stata progettata per ospitare l’arte.

Esisteva già.

E continua a crescere.

Oggi il giardino ospita più di sessanta specie vegetali, catalogate e curate non solo per ragioni estetiche, ma anche didattiche. Il visitatore non attraversa semplicemente uno spazio espositivo, ma entra in un ecosistema in cui ogni pianta, ogni variazione stagionale, ogni mutamento della luce contribuisce a ridefinire il rapporto con le opere.

Le sculture non sono mai definitive.

Cambiano con il tempo.

Con il clima.

Con lo sguardo.

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Sculture da vivere non da osservare

Uno degli elementi più distintivi della Fondazione è il progetto Sculture da Vivere, un concorso annuale che per anni ha selezionato opere destinate a entrare nel giardino. Il titolo stesso chiarisce l’intenzione: non opere da contemplare a distanza, ma forme da attraversare, da esperire fisicamente.

Le sculture qui non chiedono di essere capite.

Chiedono di essere incontrate.

Alcune emergono tra la vegetazione come presenze discrete, altre si impongono nello spazio con volumi più definiti, ma nessuna interrompe il paesaggio. Piuttosto, lo modifica, lo amplia, lo rende più complesso.

Un luogo tra esposizione e ricerca

Oltre alla collezione permanente, la Fondazione Peano ospita regolarmente mostre temporanee, workshop e progetti educativi. L’attività non si limita all’esposizione, ma si estende alla ricerca e alla sperimentazione.

Particolarmente significativo è il progetto annuale dedicato ai diari di viaggio, una forma espressiva che mette in relazione memoria, movimento e osservazione. Anche in questo caso, il tema del percorso — fisico e mentale — ritorna come elemento centrale.

Arte contemporanea fuori dai circuiti

Nel panorama italiano dell’arte contemporanea, spesso concentrato nelle grandi città, luoghi come questo assumono un valore speciale. Il giardino non cerca visibilità immediata, né si inserisce nei circuiti più prevedibili. Esiste in una dimensione più autonoma, più coerente con il territorio che lo ospita.

A Cuneo, questo spazio trova una collocazione naturale. La città, con il suo ritmo misurato e la sua distanza dai grandi flussi turistici, permette un tipo di fruizione diverso: più lento, più attento, più personale.

Un’esperienza che cambia con il tempo

Visitare il Giardino delle Sculture non significa vedere qualcosa di definito una volta per tutte. Significa entrare in un processo.

In primavera, le opere dialogano con la crescita.

In estate, con la luce piena e i contrasti.

In autunno, con il cambiamento dei colori.

In inverno, con l’essenzialità.

Ogni visita è diversa.

E questo è il punto.

Conclusione

Il Giardino delle Sculture della Fondazione Peano non è un luogo che si comprende immediatamente. Richiede tempo, attenzione, disponibilità a rallentare.

Ma proprio in questo si rivela.

Non come un museo da attraversare.

Ma come uno spazio da abitare, anche solo per qualche ora.

Dove arte e natura non si limitano a convivere.

Ma imparano, lentamente, a crescere insieme.

Giulia Rossi

Scritto da

Giulia Rossi

Viaggiatrice curiosa e amante della cultura italiana, Giulia racconta Cuneo con uno sguardo fresco e coinvolgente. Esplora luoghi, esperienze e tradizioni locali, offrendo ispirazione a chi cerca itinerari unici e momenti indimenticabili.

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