Ogni ottobre, quando i castagneti delle valli cuneesi si accendono di giallo e ruggine e il profumo delle caldarroste comincia a scendere lungo i portici, Cuneo cambia volto. Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre 2026 va in scena la 27ª edizione della Fiera Nazionale del Marrone, e stavolta l'appuntamento ha un sapore speciale: la manifestazione celebra novant'anni di storia e si prepara a diventare un evento internazionale a partire dal 2027.

Se stai pensando di esserci, questa guida ti accompagna dentro la fiera prima ancora di arrivare. Scoprirai cosa cambia nell'edizione 2026, come si sviluppa il percorso tra Via Roma e Piazza Galimberti, cosa assaggiare (e perché "marrone" non è un semplice sinonimo di "castagna"), quali luoghi visitare tra uno stand e l'altro e come organizzare un weekend senza stress.
La Fiera del Marrone 2026 in breve
Date: da venerdì 16 a domenica 18 ottobre 2026
Edizione: la 27ª, nell'anno del novantesimo anniversario
Dove: centro storico di Cuneo, con gli stand distribuiti da Via Roma a Piazza Galimberti
Orari indicati dal Comune: venerdì e sabato dalle 9 alle 23, domenica dalle 9 alle 21
Informazioni turistiche: IAT Cuneo, telefono +39 0171 690 217, iatcuneo@visitcuneese.it
Sito ufficiale con il programma aggiornato: marrone.net
Il programma dettagliato di ogni giornata viene definito e pubblicato dagli organizzatori a ridosso dell'evento: prima di partire conviene sempre controllare il sito ufficiale per orari di laboratori, degustazioni e appuntamenti su prenotazione.
Novant'anni di castagne: la storia della fiera
Le radici della manifestazione affondano nel 1936, quando il marrone diventa protagonista di una festa dedicata al frutto simbolo dell'autunno cuneese. Le ricostruzioni storiche raccontano che la sagra nacque a Chiusa di Pesio, una delle zone più vocate alla coltivazione del castagno, e che il successo fu tale da spingere gli organizzatori a trasferirla a Cuneo, dove trovò la vetrina più ampia. Dopo una sospensione, la fiera è rinata e si è consolidata fino a ottenere, nel 2009, la qualifica di "Fiera Nazionale".
Oggi la Fiera del Marrone è considerata una delle rassegne enogastronomiche più importanti d'Italia. Non parla soltanto di castagne: accanto alla filiera del castagno da frutto e da legno, mette in vetrina le produzioni tipiche, le eccellenze e le tradizioni del territorio piemontese, delle Alpi e del mare. È anche un'occasione per capire come un prodotto povero, che per secoli ha sfamato le comunità di montagna, sia diventato una vera eccellenza gastronomica e culturale.
Il contesto è particolarmente favorevole: Cuneo ha ricevuto il titolo di "Città Alpina" per il 2024, un riconoscimento che ha riportato l'attenzione sull'identità montana della città e sul rapporto con le valli che la circondano. La fiera è oggi il momento in cui questa identità si vede meglio.
Cosa cambia nell'edizione 2026
Gli organizzatori hanno definito il 2026 un anno di passaggio: si guarda al futuro senza dimenticare le radici. Ecco i quattro pilastri annunciati.
Sinergie tra le valli. La fiera vuole rafforzare il legame con i comuni e le valli attorno a Cuneo, unendo chi si occupa di castagne e di castanicoltura in un fronte comune per la tutela e la promozione del prodotto. Il lavoro prosegue sulla nascita di una rete dei comuni castanicoli della provincia.
Protagonisti locali. Le piccole e medie imprese che trasformano il prodotto avranno più spazio. L'idea è che la fiera non sia solo una vetrina, ma anche un'occasione concreta di business per chi ogni giorno trasforma la tradizione in economia reale.
Show cooking e formazione. Grazie alla collaborazione tra associazioni di categoria e istituti superiori del territorio, il pubblico potrà assistere a dimostrazioni di cucina in cui l'esperienza dei professionisti si incontra con la fantasia dei giovani talenti. La castagna diventa così un laboratorio per ricette tradizionali e abbinamenti innovativi.
Sguardo oltre le Alpi. Nel 2026 sono attesi stand provenienti da oltre confine, un ponte culturale e commerciale con i vicini europei, mentre la comunicazione turistica punta ad attrarre visitatori anche da oltreoceano. Il passo successivo è ufficiale: dal 2027 la fiera diventerà un evento internazionale. Esserci nel 2026 significa vedere l'ultima edizione "nazionale" e, in un certo senso, il momento della svolta.
Marrone o castagna? La differenza che fa la differenza
Passeggiando tra gli stand sentirai parlare di marroni, castagne, garroni, ciapastre. Vale la pena mettere un po' d'ordine, perché la differenza si sente nel piatto.
Il marrone è una selezione pregiata di castagno coltivato: il frutto è più grande e di forma regolare, di solito ce n'è uno o pochi per riccio, la polpa è dolce e compatta e la buccia interna si stacca con facilità. Proprio per questo è il preferito dai pasticceri, che lo trasformano in marron glacé, creme e ripieni. La castagna comune è più piccola e varia molto per aroma e consistenza, ma ha una sua nobiltà: è quella che per secoli ha accompagnato l'inverno delle valli, fresca, bollita, arrostita o essiccata e trasformata in farina.
Il territorio cuneese ha una tutela ufficiale: la Castagna Cuneo IGP. Il disciplinare ammette solo frutti di castagno europeo (Castanea sativa) di varietà tradizionali coltivate nelle valli, con nomi che sembrano poesia dialettale: Ciapastra, Tempuriva, Bracalla, Contessa, Pugnante, Sarvai d'Oca, Garrone Rosso, Garrone Nero e il Marrone di Chiusa Pesio, tra gli altri. La zona di produzione comprende un centinaio di comuni della provincia. Il frutto fresco si caratterizza per il sapore dolce e delicato e per una consistenza croccante, e si trova sul mercato indicativamente da inizio ottobre a metà novembre, mentre il prodotto secco accompagna l'inverno fino a marzo. Le prime tracce della coltivazione del castagno nel Cuneese risalgono alla fine del XII secolo, gli stessi anni in cui nasceva la città di Cuneo.
Durante la fiera, chiedere al produttore da quale valle arrivano i suoi frutti e quale varietà sta vendendo è il modo migliore per trasformare un acquisto in una piccola lezione di geografia gastronomica.
Come si vive la fiera: il percorso tra Via Roma e Piazza Galimberti
Il bello della Fiera del Marrone è che non ha un recinto: è la città stessa a diventare il percorso. Il centro storico di Cuneo si presta in modo ideale, perché Via Roma, la lunga "contrada maestra" oggi pedonale, e Piazza Galimberti, una delle piazze più grandi d'Italia, formano un asse naturale lungo il quale si dispongono gli stand.
Un consiglio pratico: parti da un'estremità e attraversa tutto il percorso una prima volta senza comprare nulla. Serve a orientarsi, a capire dove sono i produttori che ti interessano e a evitare l'errore classico del primo giorno, quello di riempirsi le borse al primo banco per poi scoprire, cento metri più avanti, lo stesso prodotto a un prezzo o a una qualità migliore. Al secondo passaggio, con le idee chiare, compri e assaggi con calma.
I portici, otto chilometri in tutta la città, sono un alleato prezioso: se ottobre decide di regalare un po' di pioggia, si passeggia comunque all'asciutto. Per la stessa ragione vale la pena portare uno strato in più: le sere d'autunno ai piedi delle Alpi sono fresche, e i tavolini all'aperto meritano un maglione.

Cosa mangiare alla Fiera del Marrone
La regina è naturalmente lei, la caldarrosta, che si compra a cartocci e si mangia camminando, scottandosi le dita. Ma la fiera è molto di più.
Marron glacé e castagne candite: il modo più elegante di gustare il frutto, tra i grandi classici della pasticceria piemontese.
Castagne al forno o in sciroppo, creme e confetture: ideali da portare a casa come souvenir e regali.
Castagnaccio: il dolce povero per eccellenza, fatto con farina di castagne.
Piatti a base di farina di castagne: nella tradizione cuneese la farina e le castagne secche finiscono in polente, tagliatelle e gnocchi.
I grandi classici del territorio: formaggi come Castelmagno, Bra e Raschera, la carne di Fassona piemontese e, nei giorni giusti, i primi assaggi di tartufo. Per orientarti tra i sapori della provincia leggi i piatti tipici del Cuneese che vale la pena assaggiare.
Il dolce simbolo della città: i cuneesi al rhum, di cui esiste anche una versione alla crema di marroni. Trovi tutta la storia nella nostra guida ai cuneesi al rhum.
Per il vino, il Piemonte offre l'imbarazzo della scelta: un Dolcetto o una Barbera reggono bene le note dolci delle castagne, mentre i più esigenti possono affiancare un Nebbiolo. Se vuoi approfondire, c'è la nostra guida a Nebbiolo e Piemonte.

Oltre gli stand: cosa visitare durante il weekend
La fiera è anche un'occasione per scoprire i luoghi culturali della città, alcuni dei quali negli anni scorsi hanno esteso l'apertura proprio nei giorni della manifestazione. Gli orari che seguono sono quelli dell'edizione 2025: verifica sul sito ufficiale quelli del 2026.
Torre Civica. Il simbolo della città si sale con un ascensore fino al terzo piano e poi con una trentina di gradini fino al balcone circondato da colonne bianche, a circa 52 metri d'altezza. La visita è guidata e dura all'incirca mezz'ora, con partenze ogni trenta minuti. Il punto di ritrovo è in Via Roma 19. Dall'alto si capisce perché Cuneo è nata su un altopiano triangolare, con le Alpi sullo sfondo.
Complesso monumentale di San Francesco e Museo Civico. Ex convento del XIII secolo, monumento nazionale, ospita il museo con reperti archeologici ed etnografici. Nel 2025 era aperto dal martedì alla domenica, dalle 15:30 alle 18:30.
Museo Casa Galimberti. Sul lato ovest di Piazza Galimberti, in Palazzo Osasco, racconta la storia della famiglia di Duccio Galimberti, eroe della Resistenza. Si visita solo con guida e, nei fine settimana, con turni pomeridiani; serve la prenotazione. Trovi tutti i dettagli nel nostro articolo sul Museo Casa Galimberti.
Museo Diocesano di San Sebastiano. Inaugurato nel 2012, custodisce le opere delle confraternite cittadine. Nei giorni della fiera è tradizionalmente previsto un biglietto ridotto.
Per una panoramica completa delle tappe della città, dai portici al Parco Fluviale Gesso e Stura, leggi la guida su cosa vedere a Cuneo.
Un weekend in tre giorni: proposta di itinerario
Questa è una nostra proposta, non il programma ufficiale della fiera.
Venerdì. Arriva nel pomeriggio e sistema i bagagli. Gli stand aprono già dalla mattina, ma la sera è il momento più suggestivo: portici illuminati, il profumo delle caldarroste e meno folla del sabato. Cena in un'osteria del centro con un piatto a base di castagne.
Sabato. È il giorno più affollato. Presentati alla mattina presto, quando gli stand sono appena aperti e i produttori hanno tempo per raccontare. Pausa pranzo con qualche degustazione, poi nel pomeriggio, quando il centro è al massimo dell'affluenza, rifugiati tra i musei: Museo Civico, Casa Galimberti con la visita guidata, oppure la salita alla Torre Civica. La sera aperitivo in Piazza Galimberti con un cuneese al rhum.
Domenica. Mattina dedicata a una gita breve nei dintorni, poi ritorno in centro per l'ultimo giro tra gli stand, aperti fino alle 21, e per gli acquisti da portare a casa.
Consigli pratici per non perdere nulla
Prenota per tempo. Tre giorni di evento portano molti visitatori: trovare una camera in centro all'ultimo momento è difficile.
Lascia l'auto fuori dal centro. Il cuore della città è in gran parte pedonale e gli stand occupano le piazze principali: conviene arrivare in treno o parcheggiare fuori dal nucleo storico e proseguire a piedi.
Segnati gli eventi su prenotazione. Cene, laboratori e degustazioni guidate organizzati dalle associazioni del territorio richiedono spesso di prenotare in anticipo.
Porta contanti e una borsa capiente. Molti produttori sono piccole aziende agricole: avere con te una borsa resistente rende più semplice comprare farine, castagne secche e confetture.
Verifica sempre le informazioni. Date, orari e programmi possono subire variazioni: il sito ufficiale della fiera è la fonte più affidabile.
Dove dormire a Cuneo durante la fiera
Per vivere davvero l'atmosfera, la scelta migliore è alloggiare nel centro storico, tra Via Roma e Piazza Galimberti: potrai rientrare a piedi dopo cena e lasciare gli acquisti in camera. Per qualcosa di più raffinato leggi la scheda dell'Hotel Palazzo Lovera. Chi preferisce la tranquillità può scegliere una struttura lungo il Parco Fluviale o in una delle valli vicine, tenendo conto che in questi giorni le prenotazioni si chiudono in fretta.
Dintorni: come allungare il viaggio
Ottobre è uno dei mesi migliori per esplorare la provincia. Da Cuneo puoi raggiungere in meno di un'ora borghi come Saluzzo e Mondovì, oppure spingerti verso le Langhe nel pieno della stagione del tartufo bianco. Se ami le feste di paese, dai un'occhiata anche alle sagre d'autunno nella provincia di Cuneo.
Domande frequenti
Quando si svolge la Fiera del Marrone 2026 a Cuneo? Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre 2026, nel centro storico della città.
Quale edizione è quella del 2026? È la 27ª edizione e coincide con i novant'anni della manifestazione, le cui origini risalgono al 1936.
Dove si tiene la fiera? Nelle vie e nelle piazze del centro storico di Cuneo, con gli stand distribuiti da Via Roma a Piazza Galimberti.
Che orari ha la fiera? Secondo le indicazioni del Comune, venerdì e sabato dalle 9 alle 23 e domenica dalle 9 alle 21. Gli orari di singoli eventi e laboratori possono variare: consulta il sito ufficiale.
Qual è la differenza tra marrone e castagna? Il marrone è una selezione pregiata di castagno, con frutto più grande, polpa dolce e compatta e buccia interna facile da staccare. La castagna comune è più piccola e più varia per aroma e consistenza.
Cos'è la Castagna Cuneo IGP? È l'indicazione geografica protetta riservata a frutti freschi e secchi di varietà tradizionali di castagno europeo coltivate in circa un centinaio di comuni della provincia di Cuneo.
Cosa cambia dal 2027? Gli organizzatori hanno annunciato che dal 2027 la fiera diventerà un evento internazionale.
Le informazioni su date e orari si basano sulle comunicazioni ufficiali disponibili al 21 settembre 2026. Prima di partire consulta il sito marrone.net e i canali del Comune di Cuneo per eventuali aggiornamenti.